1 Novembre: MELBOURNE
Freddo, vento e pioggia. Uno dei più classici pomeriggi
londinesi: anche quando ti copri l'aria ti entra da tutte le parti. Ebbene si
questa è l'Australia, o meglio questa è MELBOURNE che mi accoglie alle sei di
mattina dopo 21 ore di volo. Non contiamo poi l'accoglienza della polizia
australiana che mi fa due veri interrogatori e perquisizione di zaino, per sapere
tutto sul mio soggiorno nel loro paese. Neanche a Cuba con Castro e il suo
regime comunista (che tutti dovrebbero andare a provare) mi hanno trattato così.
Beh come inizio non c'è male!!! Tuttavia senza badarci troppo telefono ad un
backpacker dall'aeroporto e mi faccio venire a prendere a condizione chiaramente
che passi lì la notte ma evito di dare i soldi a quella razza spregevole dei
tassisti. Dopo essermi sistemato, dato che non amo perdere tempo, vado a fare la
prima escursione che dovrebbe essere anche la migliore: PHILLIP ISLAND dove il
nostro Valentino Rossi ha conquistato da poco il moto mondiale 500. Collegata da
un ponte alla comunità di pescatori di San Remo sulla terraferma, Phillip Island è per molti viaggiatori la sosta più interessante di
Melbourne. L'isola
si presenta disboscata e ci pascolano tantissimi ovini.
Tra le attrazioni ci
sono le riserve di koala e uccelli, formazioni rocciose in alto mare e una
piccolissima comunità (per me rincoglioniti) di canguri. Senza dubbio
l'attrazione principale è la colonia di pinguini a Summerland Beach. Al
tramonto ogni giorno dell'anno migliaia di questi piccoli uccelli sfilano dalle
acque del Bass Strait verso le loro tane nella sabbia. Con le ali tese camminano
davanti a centinaia di spettatori assiepati nella gradinata di fronte. Poco
distante ci sono le Seal Rocks, luogo di riproduzione della più grande colonia
d'Australia di foche, peccato però che il loro periodo sia l'inizio di dicembre
così non ne vedo neanche una. Il posto però vale il biglietto le mega onde
dell'oceano si schiantano sulla scogliera e migliaia di uccelli come nel film più
famoso ti volano intorno quasi ad attaccarti. Il brutto tempo e le 20 ore sulle
spalle mi fanno tornare con i due ragazzi romani ma laziali sulle orme del
pullman che ci condurrà all'albergo intonando cori anti-romanisti.
